La storia di Ciro

In Clinica talvolta arrivano casi (e pazienti) più complessi di altri, che possono evolversi in modi inaspettati. Abbiamo chiesto al Dottor Luca Redaelli di raccontarcene qualcuno. Inizialmente ha opposto un po’ di resistenza, ma poi ha collaborato. Ecco, quindi, la storia di Ciro.

I cuccioli, si sa, sono più propensi a cacciarsi nei guai rispetto gli adulti. Vale un po’ per tutte le specie, cani, gatti e persino esseri umani.
In questo caso ci occupiamo di un cucciolo di bulldog francese, arrivato in Clinica a febbraio.
Il simpatico Ciro, dalle buffe orecchie giganti, aveva ingerito uno di quei finti ossi in pelle che si trovano abitualmente nei negozi per animali.

Dato che non lo aveva masticato a sufficienza, al contrario ingoiato quasi intero, l’osso finto gli si era incastrato nell’esofago.

Quello degli oggetti ingoiati è un problema che si presenta frequentemente con i cani, e per quanto possa sembrare buffo è parecchio pericoloso e spesso costringe a intervenire chirurgicamente per estrarre l’oggetto “intruso”. In questo caso, fortunatamente, non è stato necessario.

Con l’aiuto di miei collaboratori, dotati di “mano fredda” quanto il Nick cinematografico interpretato da Paul Newman, e utilizzando un videoscopio inserito nella gola del cane, riesco a osservare l’osso su un monitor e ad afferrarlo tramite una pinza endoscopica, estraendolo delicatamente e senza conseguenze.

Dalle foto potete vedere quanto fosse grande la parte incastrata, praticamente più lunga di una penna, che avrebbe potuto portare a gravi lesioni dell’esofago.

Il simpatico Ciro se l’è quindi cavata con un po’ di fastidio alla gola (e un collare elisabettiano da portare per qualche giorno), riprendendo a correre felice per i corridoi della Clinica.

Io, invece, ne approfitto per ricordare che, al contrario dell’opinione popolare, le ossa non sono molto adatte all’alimentazione del cane. Quelle vere spezzandosi possono diventare taglienti e provocare emorragie interne, mentre quelle in pelle possono causare soffocamento.

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