cane morso da una vipera

Cosa fare se una vipera morde un cane

Lo sappiamo, i cani tendono a infilare il loro muso dappertutto, magari attratti da un odore o da un movimento. In primavera e in estate, in prati e boschi, potrebbero fare uno sfortunato incontro con una vipera.
Questi serpenti sono abbastanza rari in Italia, tuttavia presenti.

Che fare, allora, se lo sfortunato incontro avviene e la vipera morde il cane?
Intanto verificare, per quanto possibile, che il serpente sia effettivamente una vipera. Poi controllare che abbia davvero morso il cane: dovrebbero essere visibili un paio di forellini, procurati dai denti veleniferi, a distanza di 1 o 2 centimetri.

La zona colpita dal morso dovrebbe essere dolente e gonfia. Inoltre il cane potrebbe risultare debole, ipotermico, incerto nel deambulare. La pericolosità del morso (e quindi la velocità con cui si presentano i sintomi) può variare a seconda della zona del cane colpita (muso e testa sono le aree più a rischio), delle dimensioni dell’animale e della quantità di veleno inoculata.

Cosa fare una volta capito che il cane è stato morso?
La parte colpita va disinfettata con acqua ossigenata (evitate l’alcool, che forma dei composti tossici con il veleno). Usate una benda, o un laccio (stretto ma non troppo), per fasciare la parte in modo da rallentare l’assorbimento del veleno. Bisogna tranquillizzare il cane, tenerlo il più fermo possibile e la parte morsicata non va sollevata. Non fate John Wayne, non siete in un film, quindi non praticate incisioni e non tentate di succhiare il veleno perché l’unico risultato che potreste ottenere è di assorbirlo a vostra volta attraverso dei taglietti. Inoltre non dovete somministrare medicinali di vostra iniziativa.

Dovete invece portare immediatamente il cane dal veterinario, magari preallertandolo con una telefonata. Il medico penserà a fornirgli le adeguate terapie, tra cui potrebbero esservi fluidoterapia, antibiotico, antinfiammatori, siero antiofidico.
La prognosi nel cane è sempre riservata almeno per le prime 72 ore poiché potrebbero esservi gravi complicanze a carico di reni e fegato provocate dalle tossine contenute nel veleno.

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