INTOSSICAZIONE DA TEOBROMINA (CIOCCOLATO)
Alcaloide vegetale, è tossica per dosi tra 100-500 mg/kg nel cane (il cioccolato al latte contiene circa 150 mg per 100 g di prodotto; il cioccolato fondente contiene una quantità di teobromina di circa il triplo). Inibisce la fosfodiesterasi determinando aumento di cAMP e rilascio di catecoloamine.

La sintomatologia compare dopo 2-4 ore e la morte è possibile in 6-24 ore: lieve aumento della pressione ematica, ipereccitabilità, scialorrea, nervosismo, convulsioni. Possibile incontinenza urinaria.
Il trattamento è sintomatico, non c’è antidoto: induzione dell’emesi, lavanda gastrica (non usare acqua fredda poiché rende più appiccicosa la consistenza del cioccolato nello stomaco), carbone attivo, catartici salini.

INTOSSICAZIONE DA HASHISH-MARIJUANA (CANNABIS SATIVA)
La marijuana è la pianta, l’hashish è la resina ricavata disidratando e comprimendo la pianta stessa. La dose letale, quando ingerita, è di 2 g/kg. Il componente attivo è un alcaloide, il THC (tetraidrocannabiolo) il quale, dopo ingestione, raggiunge il circolo in percentuale variabile tra il 6-20 % e viene detossificato dal fegato. Viene assorbito molto rapidamente, ha potente azione antiemetica , provoca inizialmente stato di euforia seguito da profonda depressione e sonnolenza. Possibili atassia, scialorrea, tachi-bradicardia, midriasi, mucose congiuntiveli congeste, tremori, depressione respiratoria.

Il THC è reperibile nelle urine. La sintomatologia può durare 24-72 ore e non c’è antidoto. Il trattamento è sintomatico e si basa su induzione dell’emesi (spesso inefficace) lavanda gastrica, carbone attivo, catartici salini.

MORSO DI VIPERA
Generalmente il veleno contiene ialunoridasi (permette al veleno di diffondere e penetrare nei tessuti) ed un enzima, la chininogenasi, che attiva la bradichinina, potente vasodilatatore e stimolante la produzione di fosfolipasi A che dà il via alla cascata dell’acido arachidonico con conseguente infiammazione sistemica, vasodilatazione e grave ipotensione.
Il veleno danneggia la lamina basale ed il collagene dei capillari sanguigni determinando clinicamente edema e petecchie. Può causare,inoltre, aggregazione piastrinica e sintomi riferibili a DIC.

La prognosi è peggiore se il paziente viene morsicato in addome o torace rispetto alla testa, la faccia o il naso causa la grave ipotensione per accumulo dei liquidi nel distretto epatosplancnico nel cane o nei polmoni nel gatto.

L’ecchimosi e la forte dolorabilità nel sito del morso si evidenziano dopo 30-60 minuti. Nella maggior parte dei pazienti avvelenati compaiono nel sangue periferico entro 24 ore dal morso, gli Echinociti che scompaiono entro 48-72 ore.

Trattamento: il paziente deve essere mantenuto il più fermo possibile poiché lattività muscolare determina una più rapida propagazione del veleno in circolo.
Terapia fluida antishock se necessario ( la grave ipotensione è la causa di morte più frequente).
Monitorare i parametri della coagulazione e trattare l’eventuale DIC. Gli antistaminici possono essere utili per calmare il paziente e prevenire reazioni allergiche al siero.

Monitorare strettamente la produzione di urina data la capacità del veleno di provocare mio- ed emoglobinuria.
La somministrazione di siero immune ha la massima funzionalità se somministrata entro le 4 ore dal morso, decresce se somministrata tra le 4-8 ore, può essere inutile se data dopo le 12 ore.